“Non affittiamo a neri”: diritto alla casa, razzializzazione e salute mentale a Torino
“Spiegami qual è il problema” – “Dice non vuole stranieri” – “Ma io sono nato e cresciuto in Italia! Parlo meglio italiano di te, ho una laurea a differenza tua!”, ma niente siamo stati a discutere finché non sono venute fuori veramente le condizioni: “Il problema è che tu non sei bianco, non sei italiano bianco“
È disponibile il volume 26 (n. 60) della Rivista della Società Italiana di Antropologia Medica. Al suo interno, un contributo frutto di più di due anni di lavoro all’interno delle stanze del Centro Fanon. L’articolo analizza le esperienze di soggetti razzializzati che subiscono discriminazioni nell’accesso alla casa nella città di Torino. Analizzando il tema del razzismo e della razzializzazione a partire da 10 interviste semi-strutturate, emergono profonde difficoltà che si riflettono nell’ambito della salute mentale e che vanno ad influire negativamente sui percorsi di integrazione. Nel valutare l’impatto che le discriminazioni razziali producono nelle traiettorie di vita delle persone, ci si è interrogati (e si continua a farlo) su quali saranno i costi che la nostra società sarà costretta a pagare, chiedendo ad una fetta sempre maggiore di persone di integrarsi senza dare loro la possibilità di farlo, ovvero non concedendo loro uno spazio allo stesso tempo reale e simbolico per abitare l’Italia.
Coerentemente con la cura etnopsichiatrica che muove il nostro lavoro, non possiamo e non vogliamo rimanere in silenzio, consapevoli che la cura è spazio politico e collettivo di restituzione, contro-narrazione e trasformazione.
Al link di seguito trovate l’articolo completo e liberamente accessibile: “Non affittiamo a neri”: diritto alla casa, razzializzazione e salute mentale a Torino (Pezzanera, Aillon, Giudici, 2026).